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  • Attività Fisica Adattata (AFA) in fondazione Salutevita
  • Attività Fisica Adattata (AFA) in fondazione Salutevita

L’Attività Fisica Adattata è un’attività motoria, non riabilitativa, ma di mantenimento e prevenzione finalizzata a facilitare l’acquisizione di corretti stili di vita attraverso un programma di esercizi fisici svolti in gruppo e in strutture idonee. Se svolta con costanza è in grado di mantenere gli effetti positivi ottenuti dalla fisioterapia e assicurare benefici a livello psico-fisico.

La fondazione Salutevita ha aderito al progetto di ASST Mantova. Presso le palestre di casa Solaris nel comune di Sermide e Felonica e di casa Canossa nel comune di Serravalle a Po, si svolgeranno corsi per patologie osteo-articolari, neurologiche, cardiologiche, disturbi dell'equilibrio ed andatura, ginnastica posturale.

L'Attività Fisica Adattata si rivolge a tutti coloro che desiderino partecipare, in condizioni di salute stabili per assenza di malattia acuta o con riduzione delle capacità funzionali a seguito di condizioni cliniche pregresse ormai stabilizzate.

PROGRAMMI
Programmi AFA (Attività Fisica Adattata) ed EFA (Esercizio Fisico Adattato) rivolti a persone affette da patologie muscolo-scheletriche, neuro-muscolari, con patologie cardiovascolari e dismetaboliche (esiti stabilizzati post sindrome coronarica acuta con o senza infarto miocardico, con o senza rivascolarizzazione meccanica o chirurgica, diagnosi di diabete mellito di tipo 2, obesità e sindrome metabolica).

COME ACCEDERE
Su indicazione del medico specialista dell’ASST di Mantova o del proprio Medico di Medicina Generale. L’attività viene condotta da laureati in scienze motorie.

 Nicoletta Borghi: 344 11 75 661; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 


Abbiamo il piacere di pubblicare le attività proposte in occasione della Pasqua 2023; oltre alle attività sarà proposto uno speciale menù, che pubblicheremo nei prossimi giorni!!!

 


  • Ddl anziani, cambiamento impossibile senza gli enti del Terzo Settore

Ddl anziani, cambiamento impossibile senza gli enti del Terzo Settore

Lettere al direttore

quotidianosanità.it

 
 
 
Ddl anziani, cambiamento impossibile senza gli enti del Terzo Settore
di Stefania Pozzati

 Gentile Direttore,
è arrivata ieri l’approvazione definitiva dell’Aula della Camera dei Deputati alla legge delega sulle politiche per le persone anziane. La riforma disciplina il tentativo ‘epocale’ del sistema di welfare nazionale di adeguarsi all’evoluzione dei bisogni di una popolazione anziana sempre più numerosa e longeva (Report Istat 2021).

Una prospettiva che rischia di trovare impreparato il sistema di erogazione dei servizi sanitari e sociosanitari del territorio. Già provato da decenni di sotto - finanziamenti e dalla frammentazione della rete di cura e assistenza rivolta alle persone fragili, il sistema da tempo poggia su un’impalcatura rigida che non agevola l’accesso ai servizi.

La cura e l’assistenza degli anziani, infatti, si realizza nei territori attraverso quella che dovrebbe essere l’integrazione sussidiaria dei servizi delle strutture pubbliche e convenzionate con le Regioni, con l’operato degli enti del Terzo Settore e, in particolare, con le Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) che forniscono non solo servizi residenziali ma sempre più spesso anche prestazioni domiciliari a migliaia di persone.

Oggi proprio le Rsa si configurano come la principale fonte di servizi di lungo-assistenza per gli anziani non autosufficienti, come rilevato dall’ultimo Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care di Cergas e SDA Bocconi. Solo in Lombardia, nel 2020, le Rsa hanno dato risposta ai bisogni di circa 83.263 persone anziane non autosufficienti, fornendo servizi che, altrimenti, avrebbero gravato su ospedali e pronto soccorso.

Tra le realtà del Terzo Settore impegnate nell’erogazione di questi servizi c’è Fondazione Sacra Famiglia, che ogni anno dà risposta con oltre 133.000 prestazioni sanitarie e sociosanitarie a circa 10.000 persone in Lombardia, Piemonte e Liguria. Solo nel 2021 la Fondazione ha assistito circa 5600 anziani grazie al lavoro di oltre 2000 professionisti, dando un impulso concreto al rafforzamento di quel modello di presa in carico integrata dei pazienti che proprio il provvedimento delinea.

Al contempo, il Ddl muove dal principio di semplificazione e integrazione delle procedure di valutazione della persona anziana non autosufficiente. Il testo prospetta quindi l’istituzione di “Punti unici di accesso” (Pua) diffusi sui territori per realizzare in una sede unica la valutazione multidimensionale dell’anziano affetto da uno o più patologie croniche per l’individuazione dei fabbisogni di assistenza ma anche per l’orientamento e il supporto necessari ad orientarsi all’interno della rete di servizi.

Previsione questa che deve andare nella direzione di costruire un nuovo modello di presa in carico: un modello che finalmente esca davvero dalla logica prestazionale e agisca attraverso la reale integrazione delle prestazioni e delle risorse disponibili. Per realizzare questo obiettivo risulta infatti fondamentale integrare il processo di valutazione dei Pua con la rete di risorse, competenze e servizi messi a disposizione dalle realtà del Terzo Settore.

Del resto, la riforma arriva in un momento in cui il ripensamento del sistema dei servizi sanitari e sociosanitari non può prescindere da una valutazione tecnica il più possibile coerente con i bisogni del territorio, spesso diversi anche all’interno della stessa Regione, con risorse non più in linea con l’evoluzione dei bisogni e con le competenze tecniche oggi a servizio della rete ospedaliera e di assistenza. Contributo questo, che può venire solo dal coinvolgimento reale degli enti del Terzo Settore come Fondazione Sacra Famiglia che, anche tramite Uneba e il dialogo con le istituzioni, devono poter contribuire alla traduzione e realizzazione dei principi contenuti nel Ddl, per costruire finalmente un nuovo innovativo modello di presa in carico delle persone anziane.

Stefania Pozzati

Direttore sociale di Fondazione Sacra Famiglia e Coordinatrice della commissione regionale Anziani di UNEBA Lombardia

24 marzo 2023
 
 
 
 
 

Condomini solidali, cure palliative, caregiver: ecco tutte le novità in arrivo a favore degli anziani

Condomini solidali, cure palliative, caregiver: ecco tutte le novità in arrivo a favore degli anziani

Via libera definitivo della Camera al disegno di legge che disciplina alcune deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane. Tra gli obiettivi: sostegno alle persone vulnerabili, realizzazione delle case di comunità e la presa in carico della persona per il potenziamento dei servizi domiciliari

di Andrea Gagliardi

Via libera definitivo della Camera al disegno di legge (già approvato dal Senato) che disciplina alcune deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane. Il disegno di legge punta ad attuare alcune norme dell’ultima legge di bilancio riferite, in particolare, agli anziani non autosufficienti e per realizzare uno degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (sostegno alle persone vulnerabili, realizzazione delle case di comunità e la presa in carico della persona per il potenziamento dei servizi domiciliari e della telemedicina, nonché per il rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture) che fissa al primo trimestre 2023 il traguardo per l’adozione della legge delega, e al primo trimestre 2024 quello per l’approvazione dei decreti legislativi delegati.

Diritto alle cure domiciliari

Il provvedimento muove dal riconoscimento del diritto delle persone anziane alla continuità di vita e di cure presso il proprio domicilio. Si punta a definire un “progetto assistenziale individualizzato” (PAI), che indicherà tutte le prestazioni sanitarie, sociali e assistenziali necessarie per la persona anziana.

Case-famiglia e condomini solidali

Ulteriori elementi di rilievo sono la definizione di una specifica governance nazionale delle politiche in favore della popolazione anziana, con il compito di coordinare gli interventi; la promozione di misure a favore dell’invecchiamento attivo e dell’inclusione sociale; la promozione di nuove forme di coabitazione solidale per le persone anziane e di coabitazione intergenerazionale, anche nell’ambito di case-famiglia e condomini solidali, aperti ai familiari, ai volontari e ai prestatori di servizi sanitari, sociali e sociosanitari integrativi.

Dalle cure palliative agli interventi in favore dei caregiver

Nonché, la promozione d’interventi per la prevenzione della fragilità delle persone anziane; l’integrazione degli istituti dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) e del servizio di assistenza domiciliare (SAD); il riconoscimento del diritto delle persone anziane alla somministrazione di cure palliative domiciliari e presso hospice; la previsione d’interventi a favore dei caregiver familiari.

Trasferimento monetario e di servizi alla persona

L’articolo 5 reca una delega al Governo, da esercitarsi entro il 31 gennaio 2024, in materia di politiche per la sostenibilità economica e la flessibilità dei servizi di cura e assistenza a lungo termine per le persone anziane e per le persone anziane non autosufficienti. Un primo ambito di delega concerne il progressivo potenziamento delle prestazioni assistenziali in favore delle persone anziane non autosufficienti: a tal fine è prevista, anche in via sperimentale e progressiva, per coloro che optino per essa, una prestazione universale, graduata secondo lo specifico bisogno assistenziale ed erogabile sotto forma di trasferimento monetario e di servizi alla persona. Gli aventi titolo all’indennità di accompagnamento hanno la facoltà di optare in maniera espressa per la nuova prestazione (al Governo è demandata la disciplina della reversibilità della scelta), che ingloba l’erogazione monetaria e i servizi alla persona.

Riordino delle agevolazioni contributive e fiscali

La disciplina dell’indennità di accompagnamento rimane invariata, sicché i presupposti sanitari per l’accesso alla stessa non mutano. Altri ambiti della delega sono costituiti da: la ricognizione e il riordino delle agevolazioni contributive e fiscali volte a sostenere la regolarizzazione del lavoro di cura prestato al domicilio della persona non autosufficiente; la definizione delle modalità di formazione del personale addetto al supporto e all’assistenza delle persone anziane; il miglioramento delle condizioni di vita individuali dei caregiver familiari.

 

Condomini solidali, cure palliative, caregiver: ecco tutte le novità in arrivo a favore degli anziani - Il Sole 24 ORE

 

Via libera al Ddl Anziani, è legge l'obiettivo del Pnrr per la non autosufficienza

Via libera al Ddl Anziani, è legge l'obiettivo del Pnrr per la non autosufficienza

di Claudio Testuzza

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Il Parlamento ha approvato definitivamente il disegno di legge che disciplina alcune deleghe al Governo in materia di politiche a favore della alla categoria degli anziani non autosufficienti e realizza quanto previsto da uno degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza ( Pnrr ). A beneficiarne saranno 14 milioni di over 65 in Italia. In particolare il provvedimento tende a ridurre i cosiddetti ricoveri impropri, che costringono gli anziani a rimanere nelle strutture oltre il day hospital previsto perché impossibilitati ad avere assistenza a domicilio. I 3 milioni di anziani non autosufficienti, inoltre, potranno beneficiare di piani di assistenza individualizzati mentre saranno implementante misure a favore dell’invecchiamento attivo, in modo da evitare che la persona anziana non si senta esclusa, ma integrata nel tessuto sociale. Il provvedimento riconosce il diritto delle persone anziane alla continuità di vita e di cure presso il proprio domicilio. Le norme rafforzano anche il diritto di accesso ai servizi di cure palliative creano, finalmente, un sistema di governance integrato, e introducono accanto alla gestione della disabilità e non autosufficienza la nozione di fragilità e le attività preventive connesse. Attiva, inoltre, una serie di semplificazioni e integrazioni delle procedure di valutazione della persona anziana non autosufficiente. Istituiti i “punti unici di accesso” ( PUA ) per effettuare, in un'unica sede la valutazione per definire “un progetto assistenziale individuale” (PAI) con cui prevedere tutte le prestazioni sanitarie, sociali e assistenziali a favore della persona anziana. La misura è destinata agli anziani non autosufficienti che risultino già percettori dell’indennità di accompagnamento, i quali hanno la facoltà di optare per la nuova prestazione universale, graduata secondo lo specifico bisogno assistenziale ed erogabile, a scelta dell’anziano, sotto forma di trasferimento monetario e di servizi alla persona, di valore comunque non inferiore alle indennità e alle ulteriori prestazioni di cura e assistenza. Ulteriori elementi di rilievo sono la definizione di una specifica governance nazionale delle politiche in favore della popolazione anziana, con il compito di coordinare gli interventi e la promozione di misure a favore dell’invecchiamento attivo e dell’inclusione sociale. Vengono promosse nuove forme di coabitazione solidale per le persone anziane. Così pure di coabitazione intergenerazionale, anche nell’ambito di case-famiglia e condomini solidali. Prevista l’integrazione degli istituti dell’assistenza domiciliare integrata (Adi) e del servizio di assistenza domiciliare (Sad).La legge indica ai decreti legislativi delegati la definizione di persona anziana, la definizione di popolazione anziana non autosufficiente, la definizione del sistema nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente (Snaa). Gli enti del Terzo settore sono stati parte integrante di questo Ddl, nella fase di genesi e lo saranno anche in prospettiva futura. Lo hanno fatto indicando condizioni per lo sviluppo di linee guida, per gli strumenti di valutazione multidimensionale e nell’erogazione dei servizi Il Terzo Settore sarà centrale sia nell’assistenza degli anziani non autosufficienti sia nella promozione dell’impegno degli anziani in attività di utilità sociale e di volontariato. Si tratta dunque di una legge molto ambiziosa negli obiettivi da raggiungere e che modifica in profondità gli attuali assetti organizzativi.

 

 

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