Stimolazione cognitiva: progetto della Fondazione Salutevita Onlus.
Leggi l'articolo in allegato.
14 ottobre 2023

Stimolazione cognitiva: progetto della Fondazione Salutevita Onlus.
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14 ottobre 2023
Oggi resta escluso oltre il 50% di chi ne avrebbe bisogno, in particolare con malattie neurodegenerative. Sarà questo uno dei temi del convegno del non profit di Uneba, giovedì 5 ottobre a Gazzada Schianno (Va). In dialogo con Regione Lombardia focus su bisogni, organizzazione ed etica delle cure. Con partecipazione da tutto esaurito
Cure palliative, da garantire anche agli anziani fragili in Rsa - Vita.it
CORSO GRATUITO DI OPERATORE SOCIO SANITARIO (1000 h)
Randstad Medical divisione specializzata nella ricerca e selezione di professionisti in ambito sanitario e socio assistenziale, in collaborazione con Promimpresa Società Benefit srl ente accreditato in Regione Lombardia ricerca interessati a frequentare un corso Gratuito finanziato FORMATEMP.
Obiettivi formativi: Il corso di formazione avrà l’obiettivo di formare la figura di operatore socio sanitario che svolge la sua mansione in tutti i servizi del settore sociale e sanitario, in strutture di tipo socio-assistenziale e socio-sanitario, residenziali e semiresidenziali, collaborando con gli infermieri e il resto dell’equipe.
La frequenza è obbligatoria ed al termine del percorso verrà rilasciato un attestato di qualifica valevole su tutto il territorio nazionale (previo superamento dell’esame finale)
Il corso consentirà di svolgere le seguenti aree:
● Area socio legislativa
● Metodologia del lavoro sociale
● Area Psicologico-comunicativa
● Area igienico sanitaria e tecnico operativa
● Esercitazioni pratiche in laboratorio attrezzato
Calendario e modalità: Durata: 1000 ore di cui 450 ore di teoria, 100 ore di esercitazione pratica, 450 ore di tirocinio
Numero massimo di partecipanti: 20
Avvio corso prevista: 09 Ottobre 2023 Termine previsto: Giugno 2024
Periodi di svolgimento del tirocini: - Primo tirocinio dal 05/02/2024 al 23/03/2024 - Secondo tirocinio dal 02/04/2024 al 18/05/2024
Le lezioni si svolgeranno tutte in presenza presso la sede di Mantova (è obbligatorio frequentare almeno il 90% del monte ore previsto dal corso)
Frequenza richiesta: Il corso si svolgerà con la seguente programmazione oraria: Lunedì dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 Martedì dalle 09.00 alle 13.00 Mercoledì dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 Giovedì dalle 09.00 alle 13.00 Venerdì dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00
Cosa ti serve in caso di svolgimento delle lezioni online: – Computer (non importa se portatile o fisso) – Windows 7, preferibile windows 10 (solo per ragioni di velocità) oppure Mac OS o Linux. – Browser Chrome o Firefox, benché sia fortemente consigliato l'uso di Chrome. – Webcam, casse e microfono o in alternativa, cuffie (preferibile).
Requisiti di accesso al corso ai fini dell'iscrizione: - Documenti d’identità in corso di validità (carta d’identità, tessera sanitaria, permesso di soggiorno per cittadini stranieri); - Diploma di maturità o qualifica professionale di durata almeno triennale *Se il titolo è stato acquisito in Italia è possibile presentare un’autocertificazione del titolo Per coloro che hanno conseguito un titolo di studio all’estero: - attestato di comparabilità del titolo di studio di scuola superiore rilasciato da CIMEA; *Promimpresa offre servizi gratuiti di consulenza per le pratiche di Comparabilità (Link: https://www.cimea.it/pagina-attestati-di-comparabilita-e-verifica-dei-titoli) oppure in alternativa - la Dichiarazione di Valore rilasciata dall’ambasciata o consolato italiano con sede nel Paese in cui è stato rilasciato il titolo di studio. - Per i rifugiati e per i titolari dello status di protezione sussidiaria, ai sensi dell'art. 25 del d.lgs.251/2007, in luogo della dichiarazione di valore, è consentito presentare la traduzione asseverata del titolo di studio, rilasciata da un pubblico ufficiale presso il paese di origine o da un professionista abilitato in Italia. - Inoltre per i cittadini stranieri è richiesta la conoscenza della lingua italiana (livello minimo B1) ● iscrizione al centro per l’impiego, presentazione DID (Dichiarazione immediata disponibilità) ● iscrizione al portale Randstad ● presentazione di un CV (curriculum vitae) Aperte Preselezioni - modalità di preiscrizione: - L'interessato dovrà inviare mezzo e-mail a
Segreteria didattica organizzativa: Promimpresa Società Benefit srl Via Cremona 36 - 46100 Mantova
Poco più di 110mila sono gli enti iscritti al Registro unico del Terzo settore (Runts), di cui poco meno di 69mila sono trasmigrati, ovvero enti precedentemente iscritti ai Registri regionali del volontariato e della promozione sociale. Vi sono poi più di 24mila imprese sociali i cui dati sono stati condivisi con il Runts dalla sezione speciale del Registro delle imprese tenuto dalle Camere di commercio; e infine compaiono quasi 20mila “nuovi” Ets che si sono iscritti al Runts a partire dal novembre 2021.
A 7 anni dall’approvazione in Parlamento della legge 106/2016 sul riordino del Terzo settore, a che punto siamo? Tanto si è parlato del registro unico perché avrebbe dovuto sanare una grande frammentarietà di dati che ha caratterizzato il non profit, con decine di elenchi e albi sparsi, ma «nell’applicazione delle norme si è ecceduto in regolamentazione cosicché enti di piccole dimensioni hanno finito per lamentare complessità nell’iscrizione al Runts» ha spiegato l’ex sottosegretario al Welfare, nonché anima della riforma stessa Luigi Bobba. «Il percorso di questa normativa così complessa per un mondo, quello del Terzo settore così variegato, è stato sottovaluto dall’inizio» ha ribadito Maurizio Mumolo, direttore del Forum del Terzo settore, che pure ha ammesso che l’alternarsi di cinque differenti governi, dal 2016 a oggi, non ha certamente favorito la continuità normativa necessaria all’attuazione della riforma. Mumolo ha poi messo in evidenza che, per sciogliere questi ultimi nodi legislativi, mancano ancora un decreto attuativo sulle attività di controllo delle reti associative, promesso dalla vice ministra alle politiche sociali Maria Teresa Bellucci per l’autunno e l’autorizzazione da parte della Ue di alcune norme riguardanti il nuovo regime fiscale degli Ets.
«Due aree – ha proseguito Bobba, presidente di Terzjus, l’osservatorio di diritto del non-profit – sono al momento rimaste sulla soglia del registro: da un lato le associazioni dilettantistiche sportive e dall’altro 22mila onlus, delle quali poche si sono iscritte, poiché mancando ancora l’autorizzazione comunitaria al nuovo regime fiscale vogliono valutare con calma di non essere penalizzate». Servono, quindi, ancora dei correttivi legislativi alle norme esistenti che richiedono un aggiornamento. Obiettivo? Permettere finalmente alle imprese sociali di poter accedere ai fondi pubblici, di ricevere donazioni in maniera semplificata, di accedere al 5xmille e godere di agevolazioni fiscali.
A tal proposito c’è un altro tema che ha toccato Bobba e riguarda l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive. « È necessaria una norma di indirizzo a livello nazionale che dia impulso a tutte le regioni per regolare in maniera uniforme l’Irap» ha spiegato, poiché in questo momento soltanto la Valle d’Aosta si è allineata con il Codice del Terzo settore, chiarendo quanto devono versare di Irap gli Ets. Mentre nel resto d’Italia onlus e altre organizzazioni che non versavano l’Irap o pagavano una aliquota agevolata, con l’iscrizione al Runts e diventando Ets, perderebbero la qualifica di Onlus e di conseguenza l’agevolazione, pur facendo le stesse cose di prima. E questo spiegherebbe anche perché il Runts non raccolga ancora tutte le 300mila realtà presenti nel nostro Paese e molte siano rimaste alla finestra in attesa che la riforma sia completata.
Al di là dei ritardi e dei correttivi necessari, Bobba ha voluto comunque osservare positivamente la crescita negli ultimi 6 mesi delle nuove iscrizioni al Runts: una parte sono enti effettivamente nati dopo l’avvio della riforma; un’altra è rappresentata da soggetti che hanno deciso di emergere, ovvero che non erano mai stati iscritti ad alcun registro pubblico; infine, una terza parte è composta da organizzazioni che si erano iscritte a qualche albo settoriale o territoriale e che hanno deciso di “fare il salto” al Registro unico che, pur con tutti i limiti e le lentezze elencate, si sta trasformando nell’“anagrafe” degli enti del Terzo settore che vale il 5% del Pil italiano e conta quasi 7 milioni di volontari (di cui 4,5 milioni assidui). Numeri a cui fa riferimento anche il direttore del Forum del Terzo settore, chiedendo al Governo un piano strategico che investa nel Terzo settore, che «oltre a prendersi cura dei cittadini e delle nostre comunità e dare un contributo importante nella costruzione della coesione sociale, è un soggetto economicamente rilevante che produce occupazione e benessere. E, dunque, merita di essere sostenuto» proprio perché porta ricchezza, in tutti i sensi.
L’appello del Terzo settore: «Norme urgenti per superare lo stallo» (avvenire.it)

Una lettera dell'avvocato Luca Degani pubblicata sul Corriere della sera del 22/08/2023 sul tema 5 per 1000 con un sottteso dispiacere sul percorso della riforma.
TROPPI ESCLUSI DAL 5 PER MILLE, «VITTIME» DI RIFORMA E BUROCRAZIA UNA SANATORIA PER AIUTARLI
Carissima Elisabetta, a volte il 5 per mille rappresenta davvero l’irrazionalità di questi tempi. Due esempi per tutti. Il primo: sono state escluse dal 5 per mille 2022 oltre 7.500 associazioni di volontariato e di promozione sociale che prima e dopo la data del 31/12/22 risultavano perfettamente iscritte al registro Odv ed Aps regionale e poi alla sezione Odv ed Aps del Runts senza alcuna soluzione di continuità. Questo sulla base del fatto che questi Enti si trovavano nel limbo di quelle realtà associative che erano ancora «in istruttoria» alla data del 31/12/2022 dopo che si era esaurito l’anno ai primi di novembre dalla istituzione del Runts e gli uffici territoriali, per non far scattare il silenzio-assenso alla trasmigrazione, hanno interrotto i termini e proseguito l’esame dei documenti già nella loro disponibilità. Altrettanto eclatante l’altra grande esclusione dal 5 per mille di molti Enti gestori di scuole paritarie che non potevano avere qualifica onlus ma rientravano nel novero dei beneficiari che fino all’anno precedente era esteso anche alle «associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), del citato decreto legislativo n. 460 del 1997» (art. 2, comma 4 -novies , lettera a , DL 25 marzo 2010, n. 40). Questi Enti per diverse ragioni non si sono iscritti o non sono riusciti a iscriversi al Runts entro il 31/12/2022. Qualcuno per scelta, dato il quadro fiscale non ancora definito, ne al Runts, altri per non essere giunti in tempo, pur avendo aggiornato lo statuto e inviato la domanda di iscrizione al Runts prima del 31/12/2022, ma magari interrotta da richieste di integrazioni documentali. Tutto questo è dovuto, come sa, al fatto che hanno attivato il Runts prima che la disciplina fiscale applicabile a questi enti andasse a regime a seguito del parere della commissione Ue. In questa situazione sarebbe più che giustificata una sanatoria per chi risultava già iscritto nel registro permanente del 5 per mille al 2022, magari dando un altro anno per avere il requisito dell’iscrizione al Runts, entro fine 2023 (meglio sarebbe se entro un anno dal parere positivo della commissione Ue). Non si può far pagare agli Enti nel primo caso l’inerzia della Pubblica amministrazione e nel secondo il voler costringere a salti nel buio scegliendo una delle possibili categorie di Ets senza avere la certezza della disciplina fiscale applicabile.
Luca Degani
Risponde Elisabetta Soglio
Carissimo Luca,
riprendiamo le pagine di BN segnalando subito suo tramite un problema che ha agitato l’estate di molti Enti. Il 5 per mille per molte realtà rappresenta una voce sicura e indispensabile di entrata: averlo o non averlo, insomma, fa una bella differenza! Per questo sposiamo l’ipotesi di una sanatoria e auspichiamo, anche per questo motivo, una riflessione sulla Riforma (che dopo oltre 6 anni e molti impegni non è ancora a regime...).

CASA DI COMUNITÁ - SERVONO ALTRI INVESTITORI DA INSERIRE NEL PROGETTO
GAZZETTA DI MANTOVA DEL 20 LUGLIO 2023