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Ultime Notizie

Lettera Uneba Mantova e Apromea 16 dicembre 2020

In questo mese i Consigli di Amministrazione delle Fondazioni che gestiscono le R.S.A. stanno approvando i bilanci di previsione per l’anno prossimo. Il 2021, così come il 2020, sarà fortemente condizionato dall’emergenza pandemica che sta lasciando ferite profonde sulle gestioni dei servizi per gli anziani e i disabili. Sull’argomento, mai come in questi mesi i “media” si sono occupati delle case di riposo con accenti giustamente preoccupati e talvolta scandalistici. Meno noti sono i danni economici che la pandemia ha creato e continuerà a creare almeno per l’anno prossimo. Molti dei servizi offerti dai gestori sono stati sospesi durante i mesi da marzo ad agosto per effetto di decisioni normative o per scelta prudenziale degli amministratori. Inoltre, a fronte di un forte incremento delle spese dovuto al massiccio acquisto di dispositivi di protezione e di sanificanti, si è registrata una consistente minore entrata causata dal blocco del turn over degli Ospiti imposto dalla regione Lombardia, con conseguente drastica riduzione degli incassi per rette e trasferimenti regionali. I “ristori” finora riconosciuti o promessi dalla Regione hanno attenuato ma non annullato l’impatto. In particolare, resta del tutto irrisolto il problema dei mancati introiti per le rette, che rappresentano una voce più consistente rispetto ai trasferimenti regionali per le R.S.A.. Su questo al momento né la Regione, né lo Stato hanno anche lontanamente ipotizzato una qualche forma di ammortizzatore. I risultati previsti per l’anno in corso saranno pertanto sensibilmente deficitari e saranno sostenuti solo grazie al ricorso ad accantonamenti o con riduzione del capitale. L’anno prossimo, inoltre, le fondazioni dovranno obbligatoriamente lasciare liberi molti posti letto per isolare i pazienti in presenza di sintomi suggestivi per Covid-19 o anche solo per periodi di quarantena cautelare. Il divario tra entrate e uscite nel 2021 porterebbe a incrementi di rette superiori ai 5 euro al giorno, con esborsi a carico delle famiglie non sostenibili in questo contesto di crisi generalizzata. Alcuni Comuni hanno deciso meritoriamente di contribuire in via straordinaria alle maggiori spese delle R.S.A. del loro territorio, ma non basta. La Regione e il Governo non possono ignorare una realtà che solo in Lombardia assiste quotidianamente più di 50 mila non autosufficienti. C’è bisogno di una mobilitazione generale che unisca i C.D.A., i dipendenti, le famiglie degli Ospiti e gli enti locali per superare uno dei momenti più difficili della storia recente. Anche le organizzazioni sindacali che rappresentano gli Utenti delle R.S.A. sono chiamate a superare inutili contrapposizioni per affrontare i veri problemi del settore.

COMUNICATO UNEBA-APROMEA

Facendo seguito alle notizie uscite in questi giorni sulla stampa locale, spiace constatare che ancora una volta le residenze sanitarie assistenziali diventino un facile bersaglio per accuse generiche quanto infondate. Vale la pena ricordare che nella scorsa primavera l’emergenza Covid-19 ha colpito pesantemente le RSA: le nostre associazioni hanno più volte denunciato pubblicamente l’estrema difficoltà di approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale, l’avvicendarsi di normative spesso contrastanti o poco chiare, il problema della sostituzione dei numerosi operatori ammalati, ulteriormente aggravato dalle massicce assunzioni da parte delle aziende sanitarie pubbliche. In quei mesi chiedemmo sostegno alle istituzioni preposte ricevendo risposte non sempre esaustive, adeguate e tempestive. Lo abbiamo fatto civilmente, senza alimentare polemiche, perché sappiamo per esperienza diretta quanto sia difficile assumere decisioni e responsabilità nel definire le priorità in momenti di emergenza. Mentre le RSA si impegnavano con tutte le loro forze per contrastare il virus, il blocco del turn over dei posti letto e la straordinaria impennata dei costi per presidi di sicurezza, screening e sanificazioni hanno messo a repentaglio gli equilibri economici delle RSA. Accanto all’emergenza sanitaria si è quindi manifestata anche l’emergenza economica, favorita dal fatto che da anni (dal 2003) le risorse trasferite dalla regione sono rimaste le stesse quando addirittura non si sono ridotte. Su questo ci saremmo aspettati un impegno solidale da parte delle organizzazioni che affermano di rappresentare gli Ospiti. Oggi, la seconda ondata della pandemia, ampiamente prevista dagli esperti, avrebbe dovuto trovare un terreno più pronto ad affrontarla. Invece gli appelli da noi rivolti ai tavoli territoriali sono restati per lo più inascoltati. Era del tutto evidente, per esempio, che poche decine di posti letto per pazienti “subacuti” nell’interno territorio mantovano sarebbero state immediatamente saturate con la rimonta del contagio, e tuttavia si preferisce parlare di RSA che “intasano” i pronto soccorso. Ci piacerebbe che ci fosse consapevolezza che nelle RSA la cura dell’anziano non finisce con la somministrazione della terapia, ma si sostanzia in un’assistenza globale rispetto ai bisogni, nell’attenzione ai dettagli, alla relazione, alla valorizzazione delle capacità residue, alla presa in carico della relazione con i familiari in un’ottica di collaborazione e totale trasparenza. In RSA non curiamo solo le malattie, ma ci prendiamo cura delle persone con dedizione e grande professionalità. Quando un nostro Ospite viene inviato al pronto soccorso è per la tutela della sua salute e la sicurezza di una comunità chiusa, come è la RSA: gli anziani hanno il diritto di essere curati nei luoghi deputati e non in luoghi pensati ed organizzati per essere delle residenze. In questo senso, la Regione Lombardia, dopo le esitazioni del mese di marzo, aveva chiaramente deciso che un anziano positivo non potesse né entrare né restare all’interno di una RSA. Dobbiamo segnalare invece che una nuova deliberazione del 25 novembre ha sorprendentemente contraddetto i precedenti atti della stessa regione, ammettendo che gli ospiti asintomatici o paucisintomatici possano restare all’interno delle RSA. Ancora una volta si “gioca” col fuoco vicino al pagliaio, salvo affermare, in caso di incendio, che la colpa è del pagliaio… Vorremmo che questa lettera aperta fosse una testimonianza di rispetto e di affetto per i nostri operatori, i nostri Ospiti ed i loro famigliari, con l’auspicio che altri si uniscano a questo riconoscimento, tralasciando approcci superficiali e aggressivi che dividono e indeboliscono allo stesso tempo. IL PRESIDENTE di A.Pro.M.E.A. Il PRESIDENTE di Uneba-Mantova F.to (Mara Gazzoni) F.to (Adriano Robazzi)

La fondazione Salute Vita comunica che, nell’ambito dell’attività di screening per il contenimento della diffusione del virus COVID-19, martedì 25 e venerdì 27 sono stati somministrati i tamponi molecolari ai lavoratori operanti nei servizi della fondazione in Casa Solaris, in collaborazione con ASST MANTOVA. I tamponi sono stati eseguiti dalla infermiera della Fondazione, Antoniettta Marchetti, nei locali del punto prelievi di Sermide e Felonica.il 26 novembre Per lo screening per gli operatodi di casa Canossa si è svolta in data 26 novembre la prima sessione di tamponi molecolari ai lavoratori, sempre in collaborazione con ASST MANTOVA. I tamponi sono stati eseguiti dalla infermiera della Fondazione, Beatrice Vallicelli, nei locali della fondazione.La seconda sessione, a completamento si svolgerà martedì 1 dicembre. Alla luce di quanto sopra detto, appare utile ricordare che la fondazione ha riaperto i ricoveri in entrambe le RSA. Per accedere ai servizi residenziali (RSA casa Canossa, RSA casa Solaris e centro Diurno casa Solaris), ai servizi domiciliari e ambulatoriali offerti dalla fondazione è possibile rivolgersi agli uffici accoglienza telefonando presso: • Ufficio accoglienza casa Canossa – 0386/840104 • Ufficio accoglienza casa Solaris – 0386/61314

Sermide e Felonica, 12 novembre 2020 Pandemia da COVID-19 – aggiornamento della situazione nelle unità d’offerta e nei servizi della fondazione Salute Vita servizi alla persona ONLUS Il cluster di ospiti e operatori positivi al COVID 19 identificato nella RSA Solaris alla fine del mese di ottobre è stato prontamente contenuto, seguendo le rigorose disposizioni del Referente Aziendale Covid coadiuvato dall’unità di crisi, dal comitato multidisciplinare per il rischio infezioni correlate all’assistenza e dal servizio di prevenzione e protezione della fondazione. Attualmente sono ancora ricoverati presso le strutture ospedaliere individuate dall’ASST di Mantova n. 8 ospiti della RSA Solaris. L’equipe medica è in costante contatto con dette strutture ospedaliere e con le famiglie, i pazienti sono in buone condizioni di salute, siamo in attesa di conoscere la loro negativizzazione per poterli riaccogliere in RSA (per domani è previsto il rientro di uno dei nostri ospiti negativizzato). Ad oggi non risultano Covid positivi tra i lavoratori della Fondazione e tra gli utenti delle RSA Solaris e Canossa. Segnaliamo che continuano ad essere attuate le seguenti misure a tutela degli utenti e dei lavoratori di tutti i servizi e le unità d’offerta gestite dalla fondazione:  sorveglianza attiva delle condizioni cliniche degli operatori, che prevede di rilevare la temperatura corporea prima dell’inizio del turno di lavoro e al termine e di sensibilizzare gli operatori a dare comunicazione, nel più breve tempo possibile, alla Direzione dell’insorgenza di sintomatologia suggestiva per COVID-19 per attivare tempestivamente gli accertamenti diagnostici del caso;  esecuzione di screening preventivi attraverso i test sierologici rapidi e adesso anche con i nuovi tamponi rapidi per l’antigene SARS-CoV-2 (D.G.R. n. 3777 del 3 novembre 2020) in stretta collaborazione con il direttore sanitario e il medico competente;  rinforzi formativi al personale di tutte le qualifiche sugli aspetti epidemiologi dell’infezione nonché sui corretti comportamenti che devono essere adottati sia in ambito lavorativo che al proprio domicilio. Accesso ai servizi della fondazione Alla luce di quanto sopra detto, appare utile ricordare che abbiamo ripreso i ricoveri anche per la RSA e per il CDI di casa Solaris. Per accedere ai servizi residenziali (RSA casa Canossa, RSA casa Solaris e centro Diurno casa Solaris), ai servizi domiciliari e ambulatoriali offerti dalla fondazione è possibile rivolgersi agli uffici accoglienza telefonando presso: • Ufficio accoglienza casa Canossa – 0386/840104 • Ufficio accoglienza casa Solaris – 0386/61314 Il servizio di Terapia Fisica e Riabilitativa della Fondazione Salute Vita continua sia in casa Canossa che in casa Solaris. Il Punto Prelievi gestito dalla fondazione per conto della ASST di Mantova ha funzionato e continua a funzionare regolarmente: dal martedì al venerdì nelle seguenti modalità: - orario accettazione dalle ore 07.00 - orario prelievi dalle ore 07.30 - orario ritiro referti dalle ore 09.30 alle ore 10.30 Comunicazione con i familiari Essendo pienamente consapevoli che il permanere del divieto di accesso dei parenti alla struttura può creare situazioni di disagio relazionale ed emotivo (ansia, preoccupazione, tristezza) nei nostri ospiti e nei loro familiari, abbiamo acquistato due tablet per le videochiamate. Questo permetterà di “vedersi” meglio, rendendo più piacevole e funzionale la comunicazione telefonica. In Fondazione è stato attivato anche un servizio di sostegno psicologico (da sempre presente per gli operatori e per i residenti) per i familiari che ne facciano richiesta. È possibile prendere appuntamento telefonico con la Psicologa della Fondazione dott.ssa Ivana Chicconi telefonando ai numeri in uso per le videochiamate: Educatore casa Canossa 349 5530 637 Educatore casa Solaris 348 7399 131 Sostegno alla fondazione Nei mesi scorsi la Fondazione ha partecipato ad un bando emesso dal GAL Terre del Po per il finanziamento di progetti di miglioramento legati alla pandemia e ha ottenuto un finanziamento per l'acquisto di apparecchiature per la sanificazione delle strutture. Le apparecchiature sono state consegnate in questi giorni e ciascuna delle due case è ora dotata di 3 apparecchi per la sanificazione con perossido di idrogeno e 4 Ozonizzatori. Queste apparecchiature permetteranno di procedere autonomamente alla sanificazione frequente e completa di tutti i locali di degenza e di servizio, nonché degli automezzi in uso, in modo da aumentare la sicurezza e la protezione del personale e degli ospiti da possibili contaminazioni da virus, batteri, ecc. Da ultimo, segnaliamo che permangono le difficoltà economico-finanziarie connesse alla mancata saturazione dei posti letto e ai maggiori costi per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale e di tutto quanto necessario per il contenimento e la prevenzione dell’infezione da Covid 19. Chiunque desideri offrire il proprio contributo per sostenere concretamente gli sforzi della fondazione può farlo attraverso bonifico su conto corrente intestato a "Fondazione SaluteVita servizi alla persona - Onlus" IBAN: IT 75 N 01030 57970 000010539068 Monte dei Paschi di Siena S.p.a. Filiale si Sermide e Felonica (MN).

MISURE DI PREVENZIONE ADOTTATE DALLA FONDAZIONE SALUTE VITA PER LA PREVENZIONE E IL CONTENIMENTO DELL’EPIDEMIA SARS CoV 2

Sermide e Felonica, 26 ottobre 2020 MISURE DI PREVENZIONE ADOTTATE DALLA FONDAZIONE SALUTE VITA PER LA PREVENZIONE E IL CONTENIMENTO DELL’EPIDEMIA SARS CoV 2 La fondazione SaluteVita servizi alla persona ONLUS, nella cornice della normativa nazionale e regionale per la prevenzione e il contenimento dell’epidemia SARS CoV2, con l’inizio della stagione autunno-invernale, ha ritenuto di rafforzare l’attività di preparedness per far fronte al lento e progressivo peggioramento della epidemia da virus SARS-CoV-2 previsto a livello globale. Pertanto sono state pianificate e messe in atto le seguenti misure a tutela degli utenti e dei lavoratori di tutti i servizi e le unità d’offerta gestite dalla fondazione:  Sottoscrizione dell’accordo di collaborazione a favore delle strutture socio sanitarie della provincia di Mantova con ATS Valpadana e ASST di Mantova avente ad oggetto attività di formazione degli operatori, di messa a disposizione di consulenza infettivologica, con risposta quotidiana del Direttore della Malattie Infettive e, in caso di situazioni particolarmente critiche, del Direttore della Pneumologia; condivisione di protocolli terapeutici, erogazione di prestazioni consulenziali di cure palliative, consegna dei farmaci antivirali che possono essere richiesti dalle RSA alla Struttura Farmacia Ospedaliera;  implementazione della formazione permanente degli operatori di tutte le qualifiche mediante briefing periodici sugli aspetti epidemiologi dell’infezione nonché sui corretti comportamenti che devono essere adottati sia in ambito lavorativo che al proprio domicilio;  implementazione e diffusione di regole dettagliate per l’accesso alla struttura per le visite familiari e per l’accesso di fornitori e/o ditte esterne;  promozione della campagna a favore del vaccino antinfluenzale stagionale per utenti e operatori, con esecuzione diretta del vaccino a chi aderisce;  esecuzione di screening con tampone naso faringeo, secondo le indicazioni e gli accordi con ASST e ATS Valpadana. Ad oggi sono stati eseguiti: n. 56 tamponi tra gli operatori di casa Solaris, indagine a tappeto; n. 33 tamponi tra gli ospiti della RSA Solaris, su indicazione della direzione sanitaria; n. 13 tamponi tra gli ospiti della RSA Canossa su indicazione della direzione sanitaria;  acquisto di n. 250 test sierologici rapidi per la diagnosi precoce dell’infezione tra gli operatori e tra gli utenti. L’acquisto è stato realizzato attraverso la cooperazione con l’associazione provinciale degli enti di assistenza (APROMEA). In particolare si segnala l’esecuzione dello screening a tappeto con test sierologico con prelievo capillare, su n. 58 operatori di casa Canossa, come da indicazioni del medico competente. SITUAZIONE COVID 19 RSA SOLARIS E RSA CANOSSA Nell’ambito delle indagini preventive messe in atto si sono rilevati alcuni casi positivi tra il personale e tra gli ospiti della RSA Solaris. Sono state attivate prontamente tutte le misure di isolamento necessarie in stretta collaborazione con ATS Valpadana e con ASST di MANTOVA mantenendo uno stretto contatto con il reparto di malattie infettive del Presidio Ospedaliero Carlo Poma, nonché i trasferimenti degli ospiti positivi verso la struttura ospedaliera di riferimento, come prescritto dalla normativa regionale, in attesa di negativizzazione degli stessi per il rientro in RSA. La situazione in data odierna è la seguente: RSA SOLARIS: N. ospiti presenti in RSA 46 • ospiti ospedalizzati 9 • ospiti in attesa di ricovero ospedaliero 5 (asintomatici) • personale: 6 casi di positività La situazione è monitorata costantemente ed è gestita mediante l’applicazione di specifiche procedure. RSA CANOSSA: N. ospiti presenti in RSA 52 • ospiti: 0 casi di positività • personale: 0 casi di positività VISITE FAMILIARI In attuazione dell’ordinanza di Regione Lombardia n°623 del 21/10/2020, recante “ULTERIORI MISURE PER LA PREVENZIONE E GESTIONE DELL’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19. ORDINANZA AI SENSI DELL’ART. 32, COMMA 3, DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 1978, N. 833 IN MATERIA DI IGIENE E SANITÀ PUBBLICA, DELL’ART. 3 DEL DECRETO-LEGGE 25 MARZO 2020, N. 19 E DELL’ART. 1 COMMA 16 DEL DECRETO-LEGGE 16 MAGGIO 2020, N. 33” sono vietate le visite dei familiari degli utenti delle RSA Solaris e Canossa sino a nuova disposizione, salvo autorizzazione del referente COVID/ Direttore sanitario della fondazione (ad esempio per fine vita) e comunque, previa adozione di tutte le misure necessarie ad impedire il contagio e previa rilevazione della temperatura corporea; prima di accedere è inoltre obbligatorio seguire tutte le indicazioni che verranno impartite dagli operatori, quali ad esempio (indossare la mascherina, disinfettare le mani con il gel, compilare il “modulo triage”, ecc.); durante l’accesso è obbligatorio mantenere la distanza di almeno un metro da chiunque e seguire qualsiasi ulteriore informazione venga fornita dagli operatori, appositamente formati. In ogni caso, è vietato l’accesso a chi manifesti sintomi come raffreddore, mal di gola, tosse, febbre o difficoltà respiratorie.